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TRANSAPPENNINICA - Pagina 4 PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano   
Martedì 05 Gennaio 2010 18:10
Indice
TRANSAPPENNINICA
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Non sono molto bravo a raccontare queste cose ma ci proviamo lo stesso: questa per me e stata una piccola avventura fatta su due ruote.
Avevo gia fatto un viaggio di molti chilometri, ma mai alla selvaggia come questo.
Devo dire che sono partito un po titubante visto che ero da solo e non conoscevo nessuno( salvo qualche racconto fatto da Giuliano Laifer.)
Ma queste avventure mi stimolano e quindi.... vai che si va!!!
Al mio arrivo al Lagdei vengo accolto sotto all' acqua da Gianpiero e Diego e dopo 15 minuti........ mi veniva detto : sturiamo una boccia?da li comincio a prendere confidenza e inizia l'avventura.
Nei giorni successivi, tra tappe di servizio, martellate su picchetti e posti bellissimi comincio a conoscere le persone e cosi, le prime simpatie e piccole amicizie.
Non nascondo che in alcuni momenti è stato faticoso ma poi bastava sparare qualche cazzata con il matto di Agostino, Mario e tutto il resto della combricola per farti passare la stanchezza e tutto il resto.
Quello che mi è piaciuto di piu di tutto questo viaggio a parte i posti le baraccate e le ghignate è stato l' affiatamento di tutto il gruppo sebbene ognuno di loro ha il suo carattere, età  diverse e stili di vita... diversi, questo mi è piaciuto molto e spero di continuare a far parte di questa squadra di pazzoidi.. che un po lo sono anche io...
(Bellicchi Holler Yamaha TDM 850)
 
 
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13 Agosto 2006, dopo tanta attesa finalmente la partenza, la Breva è pronta, io anche, via.
Parto insieme a Davide su 850 T4 arriviamo al punto di incontro quando ha appena smesso di grandinare, il paesaggio ci sembra irreale in poco più di dieci km siamo passati dal cielo azzurro del mare al freddo e alla nebbia dell'Appennino.
Siamo tra gli ultimi ad arrivare al rifugio, così troviamo un folto gruppo di motociclisti ad attenderci.
Giampiero e Mario sono in piena fase organizzativa, mentre Agostino sta contemplando la sua moto finita di montare pochi giorni prima, alcuni, i più temerari, stanno sistemando le tende per la notte, ma la maggior parte preferisce rintanarsi nel rifugio.
L'indomani parte la Transappenninica e siamo tutti un po emozionati.
Al risveglio le nuvole hanno lasciato il posto a un cielo azzurrissimo, si scattano le foto di rito e poi si parte.
Scorrono i km sul tachimetro della mia moto, la strada passa da percorsi guidati a tratti più veloci e intanto io mi godo i panorami di un territorio che, sebbene sia abbastanza vicino a casa, non avevo mai visto.
Davide in discesa spegne il motore per ascoltare i rumori del bosco, io con il motore acceso non riesco a stargli dietro, sul Faiallo proprio non lo vedo più.
Fine tappa al Pian dei Grilli e il nome non è un caso! A cena si fa conoscenza e si condividono le emozioni della giornata.
Alla seconda tappa è il Brallo a farla da padrone, ho anche l'occasione di provare la T4, in una curva faccio scomporre un pò il posteriore e faccio perdere qualche anno al proprietario.
Arrivo al camping Le Piane a Cerignale dopo aver passato gli ultimi 70 km in riserva sulla strettissima strada per Zerba e con la preoccupazione di non riuscire ad arrivare a fine tappa.
Al camping opto per la comodità  del Bungalow e nella notte quando inizia a diluviare capisco di aver fatto una buona scelta.
Il mattino la pioggia non accenna a diminuire e così si decide di seguire il percorso più breve per arrivare a fine tappa, nonostante questo si è costretti a fare alcuni dei passi tra i più alti dell'intero giro (Tomarlo, Romezzano,Chiodo).
Ma il fine tappa ci ricompensa di tutta la fatica fatta durante la giornata, il Lagdei è un posto incantevole.
La 4 tappa inizia con una decina di km di sterrato, all'inizio sono un pè perplesso, la gommatura della mia moto non è certo quella ideale, ma non voglio tirarmi indietro.
A metà  tappa incontriamo Mario e Agostino e ci uniamo a loro.
Fine tappa ai piedi dell'Abetone in campeggio.
Il tempo è buono e monto la tenda senza troppo impegno, nella notte inizia a piovere e si alza un forte vento.
Mi risveglio con un montante della tenda sulla faccia, le raffiche sono fortissime.
Il giorno successivo siamo tutti un pò provati dalla notte più o meno insonne, ma il fresco dell'Abetone mi risveglia subito e affronto con entusiasmo gli ultimi 200km.
Purtroppo la mia Transappenninica finisce qui. E' stato emozionante scendere nell'Italia e osservare le differenze culturali delle popolazioni, le diverse tradizioni, la diversa architettura dei paesini e i sapori delle diverse cucine: ma soprattutto è stato bello conoscere nuove persone con cui condividere la passione motociclistica.
(Biondo Manuele Moto Guzzi Breva)
 
 
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La Transappenninica? Un'esperienza "mistica". Nuova da tanti punti di vista per me.
Basta viaggi di gruppo, basta serpentoni di moto, basta non potersi fermare a fare le foto, basta non poter aumentare un pè il ritmo se la strada lo permette, basta dover stare dietro agli smanettoni, basta non poter fare le discese a motore spento, insomma basta.
Tutti i vantaggi di viagiare in solitaria, tutti i vantaggi di viaggiare in gruppo, la possibilità  di modificare l'itinerario di starsene soli con la propria moto oppure di poter piegare tutti all'unisono se quel giorno ci va così.
Ma una certezza: alla sera una combriccola di gente con cui si chiacchiera volentieri e a lungo, che si ascolta perchè ha sempre qualcosa da raccontare, da cui ci si separa a fatica alla sera per andarsi a coricare.
Luoghi e cibo, curve e paesaggi. Persone e personaggi. Tante cose da ricordare, difficili da dimenticare.
(Davide Baroni Moto Guzzi 850 T4)
 
 
 


Ultimo aggiornamento Martedì 24 Febbraio 2015 17:28