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TRANSAPPENNINICA PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano   
Martedì 05 Gennaio 2010 18:10
Indice
TRANSAPPENNINICA
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Cos'è la transappenninica?
Dopo il 4° Alpiraid nasce nel gruppo l'idea di percorrere un raid simile, lungo la catena montuosa dell'appennino.
Per descrivere il progetto è sufficiente citare le parole di Mario Sammartino, che si è occupato di predisporre la bozza del road book:

"L'associazione promuove un progetto che da diversi anni circola tra gli Amici che hanno partecipato alle scorse edizioni dell'Alpiraid o comunque intervenuti ai vari incontri. Si tratta della "Transappenninica", un viaggio lungo tutta la catena montuosa dell'Appennino,dalla Bocca di Cadibona nel savonese (luogo geografico dove finiscono le Alpi ed inizianogli Appennini) fino a Reggio Calabria.Il progetto è molto ambizioso sia per le distanze in gioco l'Italia è¨ lunga e stretta  sia per le innumerevoli strade e luoghi meritevoli di essere visitati ed è oltremodo affascinante la possibilità  di poter percorrere l'intero stivale attraversando luoghi sicuramente ancora "vergini" dal punto di vista turistico ed estremamente diversificati per cultura e popolazione. I problemi organizzativi sono molteplici e vanno dall'individuazione dei percorsi suddivisi per moto stradali ed enduro, dei campi di fine tappa, fino alla definizione del periodo durante il quale organizzare la manifestazione e la sua durata. Sono invece abbastanza definite le modalità  del viaggio che saranno molto simili a quelle dell' Alpiraid ed indirizzate nello spirito, alla più completa libertà d'azione dei partecipanti e degli organizzatori, sull'autosufficienza e solidarietà  di tutti, nell'ambito di poche e chiare regole da rispettare con responsabilità  da parte di tutti. A tal fine è stato nominato responsabile del progetto il sottoscritto che chiede la collaborazione di tutti per il buon esito della manifestazione, in particolare per gli itinerari nel centro e sud Italia i più distanti dalla mia residenza, Milano. In proposito sto cercando di costruire un itinerario di massima, suscettibile di molti miglioramenti, sulla base del quale arrivare a definire innanzi tutto la durata ed il periodo del viaggio in relazione alla considerazione che agosto, il mese tradizionalmente deputato alle vacanze, è anche uno dei periodi più caldi e meno consigliabili per un viaggio sugli Appennini."

In stile alpiraid, nell'estate del 2005 si tengono le ricognizioni, per dar luogo al Raid nell'agosto 2006.

Riportiamo di seguito i commenti raccolti da Mario, da parte di alcuni dei partecipanti:


Transappenninica 2006:Memorie


 
 gruppo ta
Beh, non e' proprio la trans.
 (Luca Massa alias Abbacchio KTM 990 ADV S)
  
Caldo, freddo,sole, nebbia, grandine, neve, vento e pioggia, praticamente le situazioni meteo che un mototurista in 365 giorni può trovare, si sono materializzate in 18 giorni.
Aggiungi: sterrati, curve, tornanti, i panorami mozzafiato che solo la nostra bella Italia sa regalarci, allegria,cibo,vino, beh...allora vuol dire che hai fatto la transappenninica 2006.
Grazie Mario dell'organizzazione e, grazie a tutti gli Amici che hanno partecipato.
(Diego Cortese alias il rotaxiano BMW F650GS Dakar)
La Transappenninica per me ha avuto un valore molto speciale, in quanto mi ha fatto ripercorrere alcune strade del mio primo viaggio motociclistico, svoltosi esattamente 20 anni prima.
E poi dopo le ultime stagioni, dove ho attraversato l' Europa e i deserti del nord Africa, ho riscoperto e rivalorizzato i luoghi e le genti della nostra bella e variegata Italia.
Tutto questo è avvenuto grazie a quel meraviglioso e avventuroso viaggio che è stata la Transappenninica 2006 e a i suoi partecipanti d.o.c.
(Luca Fini Honda Transalp 650)
Transappenninica uguale esperienza indimenticabile.
Non solo ho soddisfatto la mia grande passione per la moto con una cavalcata di 4.500 Km, ma ho avuto l'occasione di vedere finalmente con i miei occhi quanto sia diversa e bella l'Italia.
Dai meravigliosi piccoli borghi arricchiti dall'esplosione di arte nel Rinascimento ai piccoli paesi arroccati su cime di montagne.
Foreste, parchi, sole, infinite curve su strade secondarie, ovunque gente nuova, ospitale e cortese.
Indimenticabili il campeggio sotto zero a Castelluccio di Norcia, le praterie al Gran Sasso e soprattutto il piacere di ritrovarsi la sera tra amici a parlare solo di "donne e motori".
(Giampietro Clerici Yamaha TT600E)
Partecipando alla Transappenninica ho piacevolmente ritrovato le sensazioni che ho provato durante l'Alpiraid: l'amicizia, la solidarietà  dei compagni di viaggio e al ritorno la voglia di tornare sui miei passi per approfondire la conoscenza dei luoghi attraversati durante il raid.
L'atmosfera che si respira partecipando a questi raid è unica e molto diversa dal viaggio comunemente inteso come pure è diversa da quella che si prova durante una gita tra amici: un'esperienza fuori dall'ordinario.
(Mario Sammartino BMW R80GS Basic)
 
serra_la_neviera
Durante la Transappenninica ho ritrovato il gusto di cercare e percorrere strade sconosciute, a volte abbandonate, scoprendo che anche sulle nostre piccole montagne, si possono ammirare luoghi e paesaggi, selvaggi e incantati.
(Massimo Menarini BMW R1200GS)


Come sempre fino all'ultimo momento non sapevo se sarei partita o meno, quando finalmente ho risolto i problemi e son riuscita a raggiungere il gruppo a Badia di Moscheta.
Ricordo ancora l'arrivo molto bene: ero emozionatissima perchè quella sarebbe stata la mia prima motovacanza con tenda e tutto l'occorrente.
Già  i preparativi di carico della moto erano stati alquanto brigosi e movimentati: la moto mi era caduta dal cavalletto e si era aperta la valigia che poi mi verrà  sistemata da alcuni ragazzi all'arrivo a Badia.
L'emozione era grande, soprattutto perchè non sapevo se ce l'avrei fatta senza creare disagi al gruppo.
Mentre percorrevo la stradina che arriva a Badia il primo incontro: un capriolo con il suo cucciolo al seguito mi hanno attraversato la strada! Una bellissima accoglienza come quella che ho ricevuto dai partecipanti alla transappenninica.
Il giorno dopo il mio arrivo a Badia sarebbe stata la giornata di sosta, così decisi di partire con le staffette.
Avevo così tanta voglia di moto e curve che non ce la facevo proprio a restare ferma.
L'indomani i 3 moschettieri (Fabio, Diego e Mauro) e la sottoscritta son partiti per questa bellissima avventura.
Devo dire che si son dimostrati dei veri cavalieri e quando c'è stato bisogno mi han aiutata, allo stesso tempo son stata contenta di me stessa e felice dell'esperienza moto+tenda.
Abbiamo attraversato l'Italia lungo l'appennino fino a raggiungere il lago Laceno dove per me è finita la vacanza e son dovuta rientrare senza purtroppo poter raggiungere la meta finale del viaggio, ma nonostante ciò è stata una meravigliosa esperienza sotto tanti punti di vista: ho visto luoghi a me sconosciuti, incantevoli, ho sperimentato diverse situazioni (non è stato così simpatico trovarsi di notte in tenda mentre grandinava!), ho provato qualche strada bianca con la moto carica e non sono caduta (ah......ah.....), mi sono trovata benissimo assieme al mini gruppo di viaggio e non ultimo conoscere padre Pirro, un persona davvero speciale.
Davvero un'esperienza unica ed un'organizzazzione altrettanto unica.
Il mio augurio è che si possa ripetere e di provare di nuovo queste emozioni in compagnia dei ragazzi dell'alpiraid.
(Motera BMW F650GS)
Le mie impressioni sulla Transappenninica: posso dire solo quello che ti diranno molti altri, purtroppo non ho la capacità  di esprimermi in modo particolarmente poetico e degno di essere riportato, e cioè che è stata una esperienza straordinaria, oltre che per la bellezza del viaggio, anche e sopratutto per lo spirito di sincera amicizia che c'è tra tutti i componenti dell'Associazione.
E' una di quelle imprese che ti rimangono nel cuore per parecchio tempo, un pò come le più belle salite alpinistiche che ho portato a termine.
L'unico rammarico è quello di non aver potuto arrivare al traguardo con tutti voi.
(Paolo Citterio BMW R1200GS)
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Che dire: iniziata in un'antica Badia a caccia di gamberi di fiume e, proseguita con quindici giorni di curve, tornanti, brindisi, monasteri, conigli, mozzarelle, grigliate, visioni di ninfe lacustri, sterrati, laghi, torrenti, strani preti, strane donne, barzellette, caffe'...........che dire: che spettacolo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(Stefano Serra alias Radicchio su Black Eagle Moto Guzzi Quota 1000)
    
Non sono molto bravo a raccontare queste cose ma ci proviamo lo stesso: questa per me e stata una piccola avventura fatta su due ruote.
Avevo gia fatto un viaggio di molti chilometri, ma mai alla selvaggia come questo.
Devo dire che sono partito un po titubante visto che ero da solo e non conoscevo nessuno( salvo qualche racconto fatto da Giuliano Laifer.)
Ma queste avventure mi stimolano e quindi.... vai che si va!!!
Al mio arrivo al Lagdei vengo accolto sotto all' acqua da Gianpiero e Diego e dopo 15 minuti........ mi veniva detto : sturiamo una boccia?da li comincio a prendere confidenza e inizia l'avventura.
Nei giorni successivi, tra tappe di servizio, martellate su picchetti e posti bellissimi comincio a conoscere le persone e cosi, le prime simpatie e piccole amicizie.
Non nascondo che in alcuni momenti è stato faticoso ma poi bastava sparare qualche cazzata con il matto di Agostino, Mario e tutto il resto della combricola per farti passare la stanchezza e tutto il resto.
Quello che mi è piaciuto di piu di tutto questo viaggio a parte i posti le baraccate e le ghignate è stato l' affiatamento di tutto il gruppo sebbene ognuno di loro ha il suo carattere, età  diverse e stili di vita... diversi, questo mi è piaciuto molto e spero di continuare a far parte di questa squadra di pazzoidi.. che un po lo sono anche io...
(Bellicchi Holler Yamaha TDM 850)
 
 
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13 Agosto 2006, dopo tanta attesa finalmente la partenza, la Breva è pronta, io anche, via.
Parto insieme a Davide su 850 T4 arriviamo al punto di incontro quando ha appena smesso di grandinare, il paesaggio ci sembra irreale in poco più di dieci km siamo passati dal cielo azzurro del mare al freddo e alla nebbia dell'Appennino.
Siamo tra gli ultimi ad arrivare al rifugio, così troviamo un folto gruppo di motociclisti ad attenderci.
Giampiero e Mario sono in piena fase organizzativa, mentre Agostino sta contemplando la sua moto finita di montare pochi giorni prima, alcuni, i più temerari, stanno sistemando le tende per la notte, ma la maggior parte preferisce rintanarsi nel rifugio.
L'indomani parte la Transappenninica e siamo tutti un po emozionati.
Al risveglio le nuvole hanno lasciato il posto a un cielo azzurrissimo, si scattano le foto di rito e poi si parte.
Scorrono i km sul tachimetro della mia moto, la strada passa da percorsi guidati a tratti più veloci e intanto io mi godo i panorami di un territorio che, sebbene sia abbastanza vicino a casa, non avevo mai visto.
Davide in discesa spegne il motore per ascoltare i rumori del bosco, io con il motore acceso non riesco a stargli dietro, sul Faiallo proprio non lo vedo più.
Fine tappa al Pian dei Grilli e il nome non è un caso! A cena si fa conoscenza e si condividono le emozioni della giornata.
Alla seconda tappa è il Brallo a farla da padrone, ho anche l'occasione di provare la T4, in una curva faccio scomporre un pò il posteriore e faccio perdere qualche anno al proprietario.
Arrivo al camping Le Piane a Cerignale dopo aver passato gli ultimi 70 km in riserva sulla strettissima strada per Zerba e con la preoccupazione di non riuscire ad arrivare a fine tappa.
Al camping opto per la comodità  del Bungalow e nella notte quando inizia a diluviare capisco di aver fatto una buona scelta.
Il mattino la pioggia non accenna a diminuire e così si decide di seguire il percorso più breve per arrivare a fine tappa, nonostante questo si è costretti a fare alcuni dei passi tra i più alti dell'intero giro (Tomarlo, Romezzano,Chiodo).
Ma il fine tappa ci ricompensa di tutta la fatica fatta durante la giornata, il Lagdei è un posto incantevole.
La 4 tappa inizia con una decina di km di sterrato, all'inizio sono un pè perplesso, la gommatura della mia moto non è certo quella ideale, ma non voglio tirarmi indietro.
A metà  tappa incontriamo Mario e Agostino e ci uniamo a loro.
Fine tappa ai piedi dell'Abetone in campeggio.
Il tempo è buono e monto la tenda senza troppo impegno, nella notte inizia a piovere e si alza un forte vento.
Mi risveglio con un montante della tenda sulla faccia, le raffiche sono fortissime.
Il giorno successivo siamo tutti un pò provati dalla notte più o meno insonne, ma il fresco dell'Abetone mi risveglia subito e affronto con entusiasmo gli ultimi 200km.
Purtroppo la mia Transappenninica finisce qui. E' stato emozionante scendere nell'Italia e osservare le differenze culturali delle popolazioni, le diverse tradizioni, la diversa architettura dei paesini e i sapori delle diverse cucine: ma soprattutto è stato bello conoscere nuove persone con cui condividere la passione motociclistica.
(Biondo Manuele Moto Guzzi Breva)
 
 
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La Transappenninica? Un'esperienza "mistica". Nuova da tanti punti di vista per me.
Basta viaggi di gruppo, basta serpentoni di moto, basta non potersi fermare a fare le foto, basta non poter aumentare un pè il ritmo se la strada lo permette, basta dover stare dietro agli smanettoni, basta non poter fare le discese a motore spento, insomma basta.
Tutti i vantaggi di viagiare in solitaria, tutti i vantaggi di viaggiare in gruppo, la possibilità  di modificare l'itinerario di starsene soli con la propria moto oppure di poter piegare tutti all'unisono se quel giorno ci va così.
Ma una certezza: alla sera una combriccola di gente con cui si chiacchiera volentieri e a lungo, che si ascolta perchè ha sempre qualcosa da raccontare, da cui ci si separa a fatica alla sera per andarsi a coricare.
Luoghi e cibo, curve e paesaggi. Persone e personaggi. Tante cose da ricordare, difficili da dimenticare.
(Davide Baroni Moto Guzzi 850 T4)
 
 
 
Ultimo aggiornamento Martedì 24 Febbraio 2015 17:28